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ORIGINE E IDEAZIONE
Incantesemâs è un’opera di creatività urbana su muro partecipata e collettiva, la più grande mai realizzata in Friuli Venezia Giulia, frutto del lavoro di un collettivo di artisti: Atelier Noway-Nouei di Fondazione Progettoautismo fvg, Mattia Campo Dall’Orto e Musivaria Mosaics. La superficie impiegata è di mq 320, posta sulla parete sud del Centro Home Special Home della Fondazione Progettoautismo fvg di Feletto Umberto, Udine.
Il grande murale si può ammirare in tutto il suo splendore ed è un portale per l’infinito, sotto le esperte mani del demiurgo Mattia Campo Dall’Orto la cifra stilistica dei ragazzi del centro diurno adulti si è fusa con la sua preziosa tecnica e la sua capacità operativa e artistica.
L’opera collettiva e onirica dice molto delle persone con autismo, dei loro sogni e delle loro capacità umane e artistiche.
I loro artefatti su carta e tela sono stati magistralmente traslati su muro da Mattia Campo Dall’Orto in una visione di insieme di grande effetto immaginifico.
Dopo una lunga attività dialogica con il gruppo di lavoro capitanato dalla presidente Elena Bulfone si sono esplorate le caratteristiche di ognuno dei ragazzi di Atelier Noway e si è deciso ciò che si voleva comunicare.
Sul muro sono visibili una quantità di citazioni e di camei delle opere cartacee e su tela realizzate da Alessandro Baisero, Gabriele Della Longa, Patrizio Gregoratti, Chiara Pistrino e Michele Virginio, persone autistiche non avviabili al lavoro afferenti all’Atelier d’Arte Noway della Fondazione PA fvg.

Un sentito ringraziamento a Simone Mirino

REALIZZAZIONE DELL’OPERA COLLETTIVA
Gli artisti con autismo dell’Atelier Noway, sotto la direzione di Elena Cossetto a capo dei laboratori di arte grafico pittorica di PA fvg hanno potuto ispirare Campo Dall’Orto e hanno lavorato con lui al grande muro.
L’opera pertanto è una vera e propria opera collettiva a cui collaboreranno nella seconda fase realizzata anche le artigiane mosaiciste di Musivaria. Infatti nel percorso che durerà sei mesi i giovani adulti e i ragazzi dell’Atelier Noway guidati da Silvia Angeletti e Donatella Garabello realizzeranno alcuni grandi particolari del murale a mosaico, facendolo brillare alla luce del sole cocente che lambisce le pareti della grande casa, valorizzando ancor di più l’opera che diventerà, non solo partecipativa, ma anche un work in progress verso lo stupore.

AUTISMO E ARTE
Le persone con autismo coinvolte non sono avviabili al lavoro e, pertanto, hanno la necessità di essere accompagnate per esprimere se stesse e la propria cifra stilistica.
 Senza la fondamentale partecipazione dell’artista Campo Dall’Orto e delle Mosaiciste non avrebbe potuto prendere forma questa meraviglia.
Infatti senza le competenze importanti in ambito organizzativo logistico e di expertise artistico dei professionisti coinvolti non avrebbe preso forma questa maestosa forma d’arte collettiva che promuove le capacità nascoste dietro alle difficoltà dell’autismo. Il messaggio forte che vogliamo promuovere per noi stessi in prima battuta, ma anche per tutta la nostra società che spesso si riempie di parole riguardo l’inclusione, ma poco fa per promuoverla materialmente, è che solo con la forza di un gruppo eterogeneo e coeso la bellezza può esprimersi in maniera così dirompente.
L’opera è maestosa grazie alla collaborazione di diversi tipi di mente e professionalità, quella autistica e quella tipica e lo stupore nasce dalla mescolanza di sguardi e di visioni oblique e stridenti che dialogano assieme. Questo risultato fantastico ci fa riflettere e ci muove ad un reale cambio di mentalità: partecipare assieme per un cambiamento reale!

SIMBOLOGIA DI UNA CREAZIONE

La presidente Elena Bulfone, Mattia Campo Dall’Orto e le mosaiciste di Musivaria hanno voluto fortemente attribuire anche un valore simbolico all’opera.
Analizzandone i particolari troviamo:

UN GRANDE CERVO domina il murale stregando lo spettatore col suo sguardo severo e la sua diversità irreale, infatti le parti innestate sono quelle degli stupefacenti mostri che realizza Gabriele Della Longa.
Un animale ricco di simbologie, legato sia alla forza istintiva del corpo e dello spirito che al potere della calma e della fecondità. Quest’ultima caratteristica si deve in particolare alle sue corna, che esprimono il rinnovo continuo della vita, il processo di morte e rinascita. Le corna infatti si rinnovano annualmente, cadendo e rinascendo in primavera con una ramificazione in più, che simboleggia l’aumento della forza e dell’età.
Nonostante lo si percepisca istintivamente come un animale tranquillo e pacifico, rimane pur sempre selvaggio e in quanto tale primitivo e difficile da domare.
Le corna sono senza dubbio la parte più affascinante del cervo, attirano l’attenzione contribuendo a renderlo speciale.
L’animale è associato al sole, ma anche all’albero della vita, simboleggiato per l’appunto dalle corna che si innalzano verso il cielo, facendo da tramite fra il mondo terreno e quello spirituale. E in tale ottica il cervo assurge anche a figura di unione e passaggio fra i due mondi, contribuendo all’unione degli opposti, avanzando fra il qui e il non qui.

UN CERVELLO INCLUSIVO che si erge fiero su uno squarcio rosso a simboleggiare la frattura e racchiude, nei suoi due emisferi, le cifre stilistiche di Patrizio Gregoratti e Michele Virginio. Abbiamo scelto questo simbolo per attestare che non basta il buon cuore per creare un mondo inclusivo! Ci vogliono cervelli educati all’accoglienza della diversità in tutte le sue forme.
Le persone con disabilità rappresentano circa un miliardo, ossia il 15% della popolazione mondiale. Si stima che la maggior parte di esse viva nei Paesi in via di sviluppo, con maggiore probabilità di vivere in condizioni di povertà e con scarse possibilità di sopravvivenza. ma anche nella nostra moderna società europea ed italiana inclusiva le loro istanze tutelate sui documenti cartacei rimangono troppo spesso lettera morta e i loro diritti e quelli delle loro famiglie rimangono un miraggio.
L’educazione inclusiva è un processo volto a garantire il diritto all’educazione per tutti a prescindere dalle diversità di ciascuno che possono derivare da condizioni di disabilità e/o svantaggio psico-fisico, socio-economico e culturale. Alla base di questo concetto di educazione vi è un approccio all’inclusione che dovrebbe superare i limiti fissati dentro ognuno di noi per proiettarsi in una dimensione sociale, nella prospettiva di uno sviluppo integrale della persona e di quello complessivo della società di appartenenza.

UN DRAGO I draghi sono la passione di Chiara Pistrino che li disegna e li dipinge in tutte le tecniche, essi sono creature mitico – leggendarie, presenti nell’immaginario come esseri sia malefici sia benefici. La presenza del drago è tipica di moltissime culture, la sua immagine fa parte dell’inconscio collettivo. In oriente il drago era una vera e propria divinità, il trono dell’imperatore cinese era detto il Trono del Drago, e la sua faccia il Volto del Drago. Al contrario per il simbolismo cristiano il drago rappresenta il Diavolo nella figura del drago babilonese Tiamat. Nel Libro di Giobbe, è citato il Leviatano, leggendario drago marino. La leggenda più nota è quella di San Giorgio, patrono dell’Inghilterra, che uccide il drago liberando una ragazza. Per i Celti invece il drago era l’animale più forte, più sacro, il simbolo del comando e della figura del leader. Pendragon è la parola celtica per indicare il capo. Simbolo di protezione e ricchezza il drago è il supremo guardiano. Nella psicologia di Jung il drago rappresenta l’ombra, la parte oscura di noi stessi che dobbiamo conoscere e integrare con la nostra parte buona. Capiremo forse alla fine che l’unico vero nostro nemico siamo solo noi stessi.

UNO SFONDO ONIRICO Alessandro Baisero è una persona con autismo e disprassia grave, si rifiutava di disegnare e dipingere a causa delle sue gravi difficoltà manuali, ma grazie all’Atelier Noway è diventato un vero e proprio artista che predilige la tecnica astratta su cui scrive alcune parole che lo colpiscono nel profondo.
Vive la sua vita con la musica nell’anima: una sinestesia di melodie e parole. Alessandro è un incrocio tra un artista, un mistico e un poeta. Guarda con le orecchie, percepisce lo spazio attraverso il suono, l’eco che gli giunge indietro.
Le cose che cambiano così radicalmente ad Ale fanno male, come fanno male a tutti noi.
Ma lui ha un segreto, lui le sa cantare dentro di sè e così tutto scivola via danzando nel doloroso, ma splendido ritmo della vita.
Dipinge le canzoni di cui è esperto e che adora e la tela alla quale è ispirato lo sfondo è “Vita spericolata” di Vasco Rossi.
Esprime tutta la gioia di vivere delle nostre persone, nascosta dietro esistenze che noi tipici rendiamo tristi a causa della nostra difficoltà ad accogliere le diversità.

Scoppiamo questa bolla di solitudine e povertà educativa che li accompagna, spezziamo questo incantesimo triste ed entriamo in questo incantesimo meraviglioso che è HOME SPECIAL HOME!
UN MONDO ALTRO in cui ABITA LA SPERANZA E LA BELLEZZA.
Rimarrete “incantesemâs”, incantati difronte a tutta questa fantastica variegata umanità!