UN APPROCCIO INNOVATIVO: PROGETTOAUTISMO FVG PRESENTA “FLOW AUT”

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Mercoledì 24 gennaio alle ore 10:30 presso la Fondazione Progettoautismo FVG Onlus (Feletto Umberto, Via Perugia 7) verranno presentati i risultati della ricerca scientifica “Flow Aut: il metodo comportamentale integrato in ambiente multisensoriale interattivo”.

La presentazione dei risultati della ricerca scientifica del progetto “Flow Aut” avverrà alla presenza dei rappresentanti delle Università degli Studi di Udine e Trieste, del mondo accademico, medico e scientifico regionale e dell’ambito socioassistenziale.
Saranno inoltre presenti l’Assessore Regionale alla Salute arch. Riccardo RICCARDI e il Direttore dell’Azienda Sanitaria Friuli Centrale dott.  Denis CAPORALE.
Saranno presenti per l’occasione anche i vertici della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano, gemellata dal 2018 con Progettoautismo FVG, in quanto hanno ritenuto gli esiti della ricerca “Flow Aut” molto interessanti, auspicando la possibilità di una futura collaborazione nell’ambito della ricerca e nel campo socioassistenziale, dove la persona e la fragilità siano al centro dell’interesse comune. Per la Fondazione Don Gnocchi saranno inoltre presenti la responsabile del Dipartimento Scientifico di Neuropsichiatria e Riabilitazione dell’età evolutiva, dott.ssa Anna CAVALLINI e la dott.ssa Silvia ANNUNZIATA, neuropsichiatra infantile esperta di autismo.

La Fondazione Progettoautismo FVG Onlus, recentemente riconosciuta come ente di ricerca accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, accoglie nella sua grande casa per l’autismo – Home Special Home – ben 98 persone con autismo che vanno dai 2 ai 28 anni. Nel 2022, la Fondazione è stata inserita tra le Best Practice nel Report finale della consultazione “Verso una piena inclusione delle persone con disabilità” realizzato dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità e promosso dal Ministero per le disabilità.

Flow Aut” si colloca entro le molteplici attività di ricerca di Progettoautismo fvg: avviato in sinergia con le Università di Udine e Trieste, promuove approcci avanzati nei percorsi terapeutici di abilitazione e riabilitazione dei propri utenti. Avviata nel 2020 nonostante tutte le note difficoltà di quel preciso periodo, “Flow Aut” è stata promossa dalla Fondazione stessa e sostenuta dalla Fondazione Friuli e dai donatori privati G. e V.D. e si concentra sui protocolli abilitativi nella “Stanza di Anna”, la sala multisensoriale e interattiva SHX di Home Special Home, uno spazio innovativo ideato da Elena Bulfone ed Enrico Baisero e realizzato grazie al contributo dei Lions Club International Distretto 108 TA2 – Zona D.
L’innovativa ricerca è stata condotta da due giovani e brillanti ricercatrici, la dott.ssa Anna Antoniol dell’Università di Trieste (Dipartimento di Scienze della vita) e la dott.ssa Giulia D’Argenio dell’Università di Udine (Laboratorio di Neuroscienze cognitive, Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Educazione e Società).
La ricerca ha suscitato sin da subito l’interesse nel mondo scientifico tant’è che la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel 2022 ha pubblicato sul suo giornale un punto della situazione sugli sviluppi della ricerca in atto.

Le attività terapeutiche oggetto di “Flow Aut” si sono basate su due percorsi: uno rivolto ai bambini dai 3 agli 11 anni, che si è concentrato sull’utilizzo della stanza multisensoriale SHX, e l’altro rivolto ai giovani adulti dai 12 ai 27 anni, che si è concentrato sull’utilizzo della piattaforma Timocco.

Le sessioni per i 30 bambini che hanno preso parte alla ricerca nella stanza multisensoriale SHX hanno seguito una precisa calendarizzazione di 2 sessioni a settimana di 30 minuti fino al completamento di 24 sessioni, per un totale di 360 ore complessive di attività in stanza alle quali vanno abbinate oltre 2000 ore di lavoro dello staff di ricerca composto da 12 terapiste, 4 valutatori di motricità, 1 regista delle attività e 1 responsabile della raccolta dati.  Le sessioni in particolare includevano una fase esplorativa, attività cognitive e motorie strutturate, seguite da un momento di rilassamento e sono state personalizzate per adattarsi ai punti di forza e debolezza di ciascun bambino.
I risultati preliminari sui 30 bambini che hanno seguito questo percorso mostrano un miglioramento significativo nei comportamenti adattivi a distanza di tre mesi dall’intervento in confronto a quelli che hanno seguito le terapie tradizionali.
A livello qualitativo, le terapiste hanno ritenuto questo percorso molto utile per i loro interventi individuali, inoltre sia i genitori che le terapiste hanno riportato l’esperienza come molto gradevole per il bambino.
Nel corso del 2023 tre bambini hanno inoltre partecipato ad un progetto integrato breve con lo scopo di affiancare alle attività terapeutiche sessioni meno direttive in stanza multisensoriale. Il programma implicava 12 sessioni di 45 min ciascuna ed ha mostrato la possibilità dell’uso della stanza per implementare l’intenzionalità comunicativa e l’attenzione condivisa. La stanza multisensoriale sembra favorire la generalizzazione degli apprendimenti, fungendo da mediatore essenziale tra il contesto terapeutico e l’ambiente di vita quotidiana.

Il progetto Timocco, rivolto a 28 tra ragazzi e giovani adulti, ha previsto l’utilizzo di un dispositivo basato sulla realtà virtuale finalizzato al potenziamento delle abilità fisiche, cognitive e comunicative. Questo studio in particolare si è concentrato sull’applicazione di un protocollo sperimentale di potenziamento delle abilità sociali in quanto i giovani adulti con DSA spesso si trovano ad affrontare sfide che riguardano lo sviluppo di relazioni interpersonali. Questo training ha seguito una specifica calendarizzazione di 2 sessioni a settimana di 60 minuti fino al completamento di 10 sessioni totali, alcune delle quali in coppia tra ragazzi, per complessive 210 ore di attività in stanza a cui corrispondono quasi 1200 ore di lavoro dello staff di ricerca in questo caso composto da 8 operatori, 2 volontari ed un regista delle attività.
Questo percorso ha previsto l’utilizzo esclusivo di giochi di teamworking i quali richiedevano che i partecipanti collaborassero con un compagno o un educatore per raggiungere obiettivi comuni. I risultati preliminari indicano un significativo miglioramento nei punteggi dei ragazzi nei test di Teoria della Mente, ossia nella capacità di comprendere gli stati mentali degli altri e di capire che essi possono essere diversi dai nostri.
L’utilizzo della realtà virtuale sta rapidamente diventando uno strumento valido ed efficace per la riabilitazione neuropsicologica. Queste nuove terapie stanno rivoluzionando la riabilitazione, offrendo un approccio ecologico e generalizzabile. I risultati da noi raggiunti convalidano l’ipotesi di un potenziale beneficio di un trattamento mirato alla cognizione sociale che venga proposto attraverso l’uso di dispositivi tecnologici.

La Fondazione Progettoautismo FVG ha inteso ed intende utilizzare i protocolli della ricerca applicata per innovare e stabilizzare l’abilitazione manualizzando ed individualizzando gli interventi.
Questa ricerca pionieristica apre la strada a nuovi approcci per l’abilitazione e la riabilitazione delle persone nello spettro autistico. L’utilizzo di nuove tecnologie come la realtà virtuale e l’ambiente SHX si presenta come una metodologia promettente che potrebbe essere integrata efficacemente nelle pratiche terapeutiche quotidiane. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare l’efficacia a lungo termine e l’applicabilità su un ampio spettro di pazienti.